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Flavia D’Anna, inventrice di questo bellissimo progetto artistico dedicato a Palermo, mi racconta cosa ci sta dietro

Il nuovo episodio di Windows on Sicily si concentra su una recente pubblicazione di una raccolta di illustrazioni sulla città di Palermo. Il nome è The Palermitaner, un progetto lanciato nel 2021 dall’artista Flavia D’anna, giovane ragazza nata nel capoluogo siciliano. Flavia vive a Barcellona e lavora nell’area marketing di una grossa multinazionale, ma al centro del suo mondo c’è sempre stata l’arte, una passione ereditata dai genitori.

La nostra conversazione con Flavia è stata un misto di immagini, politica e grandi verità sulla nostra città. Gli artisti, si sa, hanno un modo particolare di percepire la realtà, guardano a ciò che gli altri non vedono, ascoltano ciò che altri non sentono. Flavia vive, respira e vede arte ovunque, osservare è la sua fonte di ispirazione primaria, un approccio alla vita che regala una narrazione sociale e politica diversa da quella di tanti.

Nel periodo del lockdown si trovava relegata in casa a Barcellona, senza sapere come occupare il tempo. Così, ha deciso di combinare l’insoddisfazione di quel periodo con un’altra grande passione, quella per la città in cui è nata. Rifacendosi a progetti già esistenti – The Tokyoiter, The Parisianer, The Napolitaner e altri – che a loro volta richiamano la rivista newyorchese The New Yorker, ha creato la versione dedicata a Palermo.

Ha cominciato con illustrazioni fatte da lei e proseguito con quelle di altri artisti che ha invitato a partecipare, uno sviluppo che può essere osservato scorrendo la pagina Instagram dedicata.

Incontriamo Flavia in un bel bar del centro, in Via Roma, accanto il Teatro Biondo. È in partenza dopo aver trascorso le vacanze di Natale in città ed è pronta a tornare a Barcellona. Nonostante l’amore per Palermo, Flavia non riesce a tornare a viverci, troppo “spietata” e “non curata dalle amministrazioni”.

Ma il progetto illustrativo nasce da un’altra sua considerazione, la “refrattarietà di Palermo alla sintesi”, l’impossibilità di essere catalogata, inscatolata in un contenitore dalle caratteristiche precise. Gli stessi tratti estetici dei suoi abitanti sono un’esemplificazione, “siamo tutti diversi. Io sono bionda e tu scuro, ad esempio”, dice giustamente. A questa eterogeneità Flavia aggiunge una critica allo svilimento culturale cittadino, dove al centro ci sono simboli stereotipati “che nessuno sente propri”, cannoli e agrumi su tutti.

Il tentativo (riuscitissimo) è quindi quello di creare, attraverso le illustrazioni, una simbologia autentica, fatta di luoghi, persone e abitudini tipiche degli abitanti di Palermo, che tutto sono fuorché ordinari. Raccontare pezzi di identità cittadina in cui tutti possano riconoscersi in maniera autentica. C’è quindi l’illustrazione dedicata alla linea 806 dei bus cittadini che porta alla spiaggia di Mondello, quella dedicata al distillato palermitano Anice Tutone (fatta da Flavia), un’altra in cui un ragazzo su un motorino traina con sé un cavallo, e anche una rappresentazione della Piazza Garraffello nel quartiere antico della Vucciria, luogo, fino a qualche anno fa, di feste che si prolungavano fino all’alba. Insomma, queste e tante altre scene emblematiche della Palermo dei suoi abitanti, cinquanta splendide illustrazioni racchiuse in un libro, che a breve saranno anche acquistabili in vari formati dallo shop del sito di Forward Edizioni.

“Il motivo del progetto è questo: portare tutti a convergere verso qualcosa che ci accomuna non che ci differenzia. Il palermitano non è solo chi è nato qui ma chi sposa le sue sfumature”, ci dice Flavia.

“La poesia”, aggiunge, “ce la da chi vive una realtà dura, le classi meno istruite che vivono le difficoltà e devono sopravvivere”; ma, avverte, “non dobbiamo definire un noi e un loro: il problema sta nel definirsi di una classe sociale diversa: noi siamo palermitani”.

La chiacchierata ha assunto sfumature politiche, pur mancando della dimensione escludente propria, appunto, della politica. Su questo punto proviamo a interrogarla un po’.

“Tutto è politica” mi dice, “qualsiasi argomento vada all’attenzione di tutti, qualsiasi voce che arriva all’attenzione di tutti è politica. È politico il modo in cui vivi la tua sessualità, il modo in cui compri, quello che guardi o come ti vesti”.

Ma Flavia preferisce non dare questa accezione al suo grandioso progetto: The Palermitaner è, semplicemente, dei palermitani. E di chi si sente sufficientemente eterogeno da abbracciare la loro complessità.