Acque cristalline, ville Liberty e la pace autunnale tra Monte Pellegrino e Capo Gallo
Per i palermitani Mondello è meglio dei Caraibi. Se sia vero o no non siamo in grado di dirlo, di sicuro non se ne discosta troppo. Soprattutto in una giornata di metà autunno, senza pioggia e al massimo con qualche nuvola che blocca leggermente i raggi del sole.
Con questi elementi – il più importante è la lontananza dal periodo estivo – il golfo di Mondello è di una bellezza, senza voler esagerare, impressionante: un’insenatura naturale con acqua cristallina e sabbia a due passi da Palermo, circa 11 km a seconda della zona della città. Mondello è incastonata fra Monte Pellegrino e la riserva naturale di Capo Gallo, che la custodiscono e ne proteggono le acque, sempre calme.

La parola Mondello, anche in questo caso, dovrebbe derivare dall’arabo, lingua nella quale significa palude. Il golfo era infatti paludoso e vi si trovava un porto, venne bonificato e divenne una località alla moda fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. L’élite palermitana vi fece costruire le proprie residenze estive nel caratteristico stile “liberty” trasformando questo borgo di pescatori in un luogo non solo popolare, ma anche, appunto, elitario.
Fuori dal periodo estivo, la spiaggia è quasi completamente accessibile, da maggio a settembre le zone non attrezzate lo sono invece meno. Ma, aldilà della stagione, è un luogo magnifico dove fare lunghe passeggiate sulla sabbia, prendere un po’ di sole, fare un pranzo a base di pesce o un aperitivo nei locali che hanno i tavolini sulla spiaggia. La piazza principale è un concentrato di street food e ristoranti più alla moda, un ottimo compromesso è la Trattoria da Piero, eccezionale ristorante di pesce.

Mondello è una frazione di Palermo, che si raggiunge attraversando la “Favorita”, il polmone naturale della città, che, per inciso, è più grande del Central Park di New York. Questo borgo di pescatori e al contempo località chic è prima di tutto un luogo dove circa 12 mila persone abitano. Ci sono scuole, supermercati, fruttivendoli e altre botteghe, un luogo calmo e pacifico dove in tanti decidono di vivere per sfuggire, almeno in parte, alla frenesia cittadina.
La spiaggia è bellissima, e a volta noi palermitani ce ne dimentichiamo per la confusione estiva, la percorro in lungo e in largo assaporando la sensazione di pace che trasmettono le piccole onde che si infrangono sulla sabbia.

Mi allontano, e mentre visito, facendo qualche ripresa, il borgo, mi imbatto in un venditore di castagne. Lo filmo senza farmi vedere, ma se ne accorge. Sta preparando il “caliaturi”, la particolare brace, tipica di Palermo, che si usa per cuocere le castagne. Inizialmente fa finta di niente. Poi chiede: “ma a chi glielo stai facendo questo video?”. Rispondo che è un video per raccontare Palermo, per i turisti. “Già lo sanno i turisti!”, mi dice.
Ecco, per quelli che non lo sanno, questo è un modo per scoprirlo. Saluto, ricambia, e me ne vado.